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- Mohammed K. Rhazzali, L'islam in carcere, Franco Angeli, Milano 2010 Stampa E-mail

ImageMohammed Khalid Rhazzali, L'islam in carcere. L'esperienza religiosa dei giovani musulmani nelle prigioni italiane, Franco Angeli, Milano 2010

Prefazione di Enzo Pace

La sociologia delle istituzioni totali e quella dedicata al fenomeno religioso non si sono frequentemente incrociate sul tema della religione in carcere. In particolare, relativamente limitata e recente è la produzione scientifica riguardante la dimensione soggettiva, esperienziale e interiore della religione nella vita dei carcerati.
L'indagine contenuta in questo libro, la prima di questo genere in Italia, ha scelto come proprio specifico obiettivo l'esperienza religiosa dei musulmani nelle prigioni italiane.
Nel carcere i musulmani sembrano incontrare la replica esasperata del loro essere in quanto immigrati costretti in uno spazio caratterizzato da regole e da logiche estranee alla loro cultura di provenienza e spesso non facilmente mediabili con la spontaneità del loro comportamento. La religione quindi si presenta al musulmano che vive una condizione di avvilimento, di sconfitta esistenziale e di mortificazione nell'istituzione totale come una possibilità di ricostituzione di un'autostima, e come accesso a una ritrovata esperienza d'ordine nell'organizzazione della vita, oltre che ovviamente ma anche problematicamente come affermazione identitaria. È un percorso difficile e complesso nel quale è possibile riconoscere situazioni che danno all'immagine del musulmano in Europa una versione irriducibile a quelle proposte dalla secolarizzazione o dalle aggressive semplificazioni dei fondamentalismi.
La ricerca pertanto, pur dedicando ampia attenzione alla dimensione collettiva della presenza musulmana nelle carceri, si è concentrata sulla ricostruzione dei modi in cui la religione opera nella dimensione soggettiva del detenuto. L'autore della ricerca, musulmano praticante e convinto attore della ricerca sociologica, si è trovato nella condizione di dover mettere a frutto, senza derogare dall'impegno scientifico, un suo personale coinvolgimento nell'oggetto studiato.
Il volume oltre che agli studiosi e agli operatori in ambito socioculturale, si rivolge a quanti si trovano coinvolti nei processi decisionali che innervano la vita delle istituzioni e a un'opinione pubblica non disattenta ai segnali che ci giungono dalle zone critiche della nostra società.

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